martedì 5 gennaio 2016

GARDENAL MATTIA

ARTISTA

Mattia Gardenal, classe 1978, frequenta la scuola dell’obbligo a Codognè, gli piace soprattutto la musica e la matematica. Indirizzato verso gli studi classici dalla madre, abbandona il liceo e non consegue il diploma. Inizia a lavorare, fa il servizio militare, non smettendo mai di coltivare le proprie passioni frequentando corsi di musica e di disegno privatamente. Fa tesoro dei molti lavori che intraprende, come il carpentiere, il pizzaiolo, l’imbianchino, il cameriere e l’autotrasportatore. Da poco scopre di essere un abile falegname e inizia la sua ricerca personale tra meccanica e musica. Oggi vive con la sua compagna Cristina e i suoi due bambini a Vittorio Veneto.
Quando mi metto a creare qualcosa non mi pongo nessun limite di forma, il mio approccio è sempre mosso dalle necessità di “giocare” con le materie e divertirmi. A volte per dipingere utilizzo il caffè o delle zucchine tritate, per poi vedere cosa succede quando l’ossidazione trasforma i colori. Suono la chitarra e il trombone, possibilmente indossando un naso da pagliaccio. Lavoro il legno cercando di farlo muovere con l’aiuto della meccanica per creare delle illusioni… Una delle mie fissazioni è cercare di capire se nella mente nascono prima le immagini o i suoni.
Mi sento libero e cerco la libertà.










GERARDO SIMONE

MUSICISTA

Classe 1979, attualmente risiede a Roverbasso. inizia lo studio della musica all’età di 7 anni, a 15 viene seguito da alcuni dei migliori jazzisti italiani, poco dopo si avvicina alle percussioni classiche ed inizia l’attività live. Approfondisce lo strumento studiando con Mauro Beggio, Alfredo Golino, Roberto Dani, Giorgio Zanier e seguendo i seminari di Massimo Pacciani, Billy Cobham e Billy Hart.
Nel 2001 e 2002 vince due borse di studio per i Berkeley College di Umbria Jazz.
Nel 2003 partecipa al tour Festival Show per l’intera stagione accompagnando vari artisti, trasmesse alcune puntate per Radio Birikina, radio Bella e Monella e per Antenna tre. Partecipa successivamente a vari festival jazz tra cui L’Ubi jazz festival e l’EuroBassDay tra gli ospiti. Ha collaborato con Fabrizio Voghera, Cheryl Porter, Sheila Jordan, Paolo Vianello, Lino Brotto, Andrea Lombardini e David Boato. Impiegato su vari fronti come session man, dalla big band al gospel, a batterista stabile per lo ‘Ruben’d Studio’ e gli ‘Sherpa Studios'.
Nel 2005 collabora con Porfiriorubirosa esibendosi in tutta Italia e partecipando ad alcune trasmissioni televisive per Tele Chiara e Tele Veneto. Incide poi un album e video del singolo, recensito nella rivista italiana ‘Rumore’ e americana ‘Rolling Stone’ ed ospite al M.E.I. Tra i progetti attuali: ‘Four Tunes’ con le migliori voci del Venice Gospel Ensemble, Atrio con cui propone anche proprie composizioni, e come freelancer in altri contesti latin-jazz. Iscritto presso il conservatorio di Rovigo in musiche improvvisate e jazz. Dal 2004 collabora stabilmente con l’Orchestra Italiana di musica leggera diretta dal Maestro Diego Basso, con la quale ha partecipato a varie trasmissioni televisive per Rai Due e Rai Sat, collaborando con artisti quali Marco Masini, Povia, Riccardo Fogli, Simone, Dennis Fantina ed all’attività concertistica live in Italia e Francia.

Collaborazioni artistiche e televisive: Franco Cerri, Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Marco Masini, Riccardo Fogli, Silvia Mezzanotte (Matia Bazar), Povia, Nada, Ivana Spagna, Pago, Cheryl Porter, Simone, Dennis Fantina (Canale5), Reed (Festivalbar), Fabrizio Voghera (Rai 2), Alessandro Alessandroni (Ennio Morricone ), Alter Ego, Darrell Hill, Donald Lowrence (USA), Stefania R.Minetee (Ray Charles), Simone Zanchini, Fabio Zepetella, David Boato, Riccardo Onori (Jovanotti).

Trasmissioni televisive:
(Rai2) 9^ - 10^ e 11^ ed. “Festival del Garda”; (RaiSat) diverse edizioni di “Note a pennello”; (Rai2) “Stelle e Note di Natale”; (Rai2) “Note di moda” Gran Galà della Croce Rossa Italiana; (RaiSat) “Tour Start”.

Varie: Tour Italiano di “Start” con l'Orchestra Italiana di Musica Leggera (M° Diego Basso), Eurobass Day, Tour con Reed, Tour-recital “Notre Dame de Paris” con Fabrizio Voghera e Ilaria de Angelis, Tour “The Dream Box Suite” (prima mondiale all'Hilton Metropol di Firenze), Tour con Alvise Bortolini promozione cd “Agata” registrato da Ron, Radio Rai3 e Tour per il disco “Petit Suite” di Jeremy Norris (Velut Luna), Tour presentazione del cd “Orizzonti Musicali” con Franco Cerri e Fabrizio Bosso, Porfirio Rubirosa (recensioni Vanità Fair, Gioia, Max, Corriere della sera, la Stampa, Rolling Stone (USA).
 
"Una meravigliosa sfida ! Questo credo sia in sintesi il mio modo di intendere la vita. Nello sport, attraverso l'esperienza dura ma entusiasmante del triathlon ( Ironman ) e nella musica, la mia principale attività fatta di concerti, di insegnamento ( insegno batteria ai più giovani ) e di tanto studio. L'equilibrio tra energia e pensiero, tra volontà e fantasia, tra sacrificio e gioco è ciò che imparo ogni giorno e che cerco di trasferire nella maniera più positiva possibile ai miei figli, perché l'amore per la mia famiglia è e sarà sempre fonte e approdo di ogni mio pensiero".



lunedì 4 gennaio 2016

GHIN FEDERICO

ARTISTA - DESIGNER

Federico Ghin nasce il 9 ottobre del 1992 a Conegliano, un paese italiano della provincia di Treviso, nel Veneto e attualmete abita nel comune di Codogné. Fin dalla tenera età egli ha sempre dimostrato interesse per il disegno, una passione maturata in seguito nel 2006 frequentando, all'età di 15 anni, l'Istituto Statale d'Arte Bruno Munari di Vittorio Veneto. Attraverso gli studi presso l'istituto d'arte, Federico ha potuto sperimentare vari corsi come disegno, pittura, design del gioiello, disegno geometrico e moda. Studi che lo hanno portato ad una crescita artistica continua, fino a scegliere il corso di pittura e decorazione pittorica all'inzio del suo terzo anno di studi superiori. Federico inizia a sperimentare varie tecniche pittoriche: tempera, acrilico e pittura ad olio, portando anche avanti anche la sua passione per il ritratto a matita o carboncino e la fotografia. Durante l'estate del 2011 Federico partecipa all'evento Music&Art organizzato dal comune di Miane, nel quale ha esposto alcuni dei suoi lavori eseguiti a matita su carta. Nel suo ultimo anno scolastico, nel 2012, partecipa alla Biennale Giovani di Trento. Federico consegue il diploma artistico di 5 anni in pittura e decorazione pittorica nell'anno 2012 presso l'Istituto Statale d'Arte B. Munari. Terminati i suoi anni presso l'istituto d'arte, Federico sceglie di intraprendere l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ora si sta per laureare presso la facoltà scelta: Nuove Tecnologie per le Arti - Arti Visive e Progettazione Multimediale. Grazie a questo corso, Federico ha ampliato i suoi orizzonti che lo hanno portato a interessarsi a nuovi campi come il video, realizza vari cortometraggi sperimentando tecniche nuove come la stop motion, la video arte, realizzando video mirati a far riflettere sulle contraddizioni della nostra epoca, regia, grafica, illustrazione digitale e la fotografia in modo particolare, passione che egli aveva da anni ma che non aveva mai avuto l'opportunità di approfondire. Egli però non abbandona la sua prima passione completamente, oltre ai nuovi studi accademici, Federico continua a portare avanti il suo amore per l'illustrazione e il disegno, realizzando anche tutorial visibili su Youtube e collaborazioni. Così, nei giorni 9 e 10 Novembre del 2013, Federico Ghin inaugura la sua prima mostra personale dei suoi ritratti presso il suo comune di residenza, Codogné, in provincia di Treviso.
Federico si lascia sempre ispirare dalla musica. I suoi soggetti infatti sono i personaggi principali della cultura pop, oltre a Andy Warhol, egli è affascinato dalla musica degli anni '80, Michael Jackson, David Bowie , Freddie Mercury fino a quella odierna con Lady Gaga, Lana Del Rey e Conchita Wurst, per citarne alcuni. Non mancano le grandi icone del cinema degli anni '50 e '60 come Brigitte Bardot. Attraverso i social è riuscito a farsi notare da alcuni di loro come Lana Del Rey o Nelly Furtado.
E' proprio grazie ai social che Federico ha stretto un profondo legame con la cantante austriaca Conchita Wurst, vincitrice dell'Eurovision Song Contest 2014, definita 'La Voce Europea' durante la sua visita al parlamento europeo nell'ottobre 2014 e impegnata a favore di associazioni che combattono l'AIDS. Conchita, che da tempo seguiva Federico sui social e apprezzava moltissimo i disegni che egli realizzava per lei, ha proposto al giovane codognese, nel mese di Aprile 2015, una collaborazione in vista dell'Eurovision Song Contest 2015 a Vienna.
Federico ha collaborato con il team della Wurst per la realizzazione di una sciarpa (o foulard) interamente disegnata a mano da lui, che è stata prodotta e messa in commercio per poter essere acquistata da tutti i fans della Bearded Lady. La sciarpa, denominata come la LOVE/RESPECT scarf è stata distibuita in 4 punti vendita a Vienna (tra cui il prestigioso hotel Le Méridien) e attualmenete è acquistabile nello store online del sito di Conchita Wurst.



                                               



MASCHIO MARIA TERESA

POETESSA

Nasce a Codognè nel 1925. Dopo aver compiuto gli studi classici, si dedica all'insegnamento presso le locali scuole elementari, coltivando nel contempo la passione per la poesia. Si sposa poi con Ermenegildo Maschio, uno dei titolari delle importanti cantine Maschio di Gaiarine. Nel 1957 l'intera famiglia si tarsferisce a Bologna, dove attualmente risiede. Maria Teresa ha partecipato con continuità alla vita intellettuale italiana e straniera, collaborando a numerose riviste letterarie e distinguendosi per talento a numerosi concorsi di poesie, nazionali ed internazionali. La RAI le ha dedicato una puntata della trasmissione “Poesia nel modo. Poeti italiani e contemporanei” (Anni 80).
E' autrice di diverse pubblicazioni, tra cui tre raccolte di poesie: “Un'ombra vera” (ed. Guanda, 1972), “Un fuoco sottile” (ed. Guanda, 1975), “La luce obliqua” (ed. Rusconi, 1984). Così viene descritta dal critico letterario Giancarlo Vigorelli: “Per lei la poesia è, prima di tutto, una segreta confessione, uno sfogo irritenibile, quasi un antimondo per sottrarsi a quel mondo, o almeno appartarsene, che quotidianamente è il suo lavoro, l’ambiente, le responsabilità anche sociali.”
“I temi trattati, in apparenza, sono o sembrano gli stessi; né potrebbe essere altrimenti, perché la sua poesia non obbedisce a impostazioni o a tecniche di moda, ma è tutta condotta ed esercitata sui temi eterni della poesia, l’amore, la morte, il tempo e l’eterno, l’uomo e Dio; e come da sottofondo affiorano, e vi si sviluppano, i temi personali, privati, con struggimento pari alla discrezione; ma, a leggere bene, quei temi in proprio dipartono sempre da quei temi eterni maggiori, o vi tornano.”
Il 27 dicembre 1976, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri viene conferita a Maria Teresa l'onorificenza di “Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Istituito con la Legge n. 178/1951 è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari."

MINUZZO ALEX

ARTISTA

Alex Minuzzo nasce il 3 settembre 1987. Sin da piccolo sviluppa la passione per i presepi e incoraggiato della famiglia inizia a costruirne alcuni, dedicandosi in particolar modo ai meccanismi per il movimento dell'acqua nei mulini e nelle fontane. Originario di Fregona, nel 2006 si trasferisce a Codognè e con l’aiuto del suocero allestisce presepi di notevoli dimensioni. Nel 2008 vince il primo "Concorso dei presepi", indetto dal Comune di Codognè in collaborazione con la Proloco, per aver costruito il presepe più tecnologico e con un gran numero di statuine mosse, per la maggior parte, da piccoli meccanismi. Una ricca e attenta illuminazione riproduceva il passare del giorno e della notte evidenziando i particolari più nascosti. Nel corso degli anni, spinto soprattutto da un interesse personale e dalla volontà di migliorare il proprio lavoro, perfeziona e ingrandisce il presepe (attualmente misura 4,60 m x 1,20 m), arricchendolo di nuove figure e scenari. Le statuine vengono scelte con cura e tra queste ce ne sono alcune di origine napoletana, altre invece sono state modellate, smontate o vestite per essere riadattate ai meccanismi di movimento e alle diverse scene.
Ogni anno a settembre Alex, inizia a dedicarsi al suo presepe: la struttura visibile, organizzata su più livelli, viene ogni volta modificata recuperando e utilizzando i più svariati materiali come la schiuma espansa, la carta, il legno, la vetroresina, la corteccia e tappi di sughero, tappi di bottiglia, stuzzicadenti e stoffe; l’allestimento viene rivisitato e arricchito di nuovi particolari che trovano ispirazione dalla cultura contadina ma non solo, osservando le diverse scene e i particolari ricreati si possono rintracciare le passioni, i ricordi e i luoghi amati dal costruttore e così nelle cucine si vedono numerosi cibi e le donne al lavoro per prepararli, c’è il fornaio che impasta il pane, nelle grotte e negli anfratti, appositamente ricreati, sgorga l’acqua dei ruscelli o di una cascata e il pescatore solitario, in riva a un lago, aspetta che il pesce abbocchi. Attualmente Alex detiene il record di edizioni vinte del Concorso indetto ogni anno dal Comune insieme alla Proloco e il suo presepe sta riscuotendo un grande successo.











MUNER FRANCA

PITTRICE


PIN CHIARA

ARTISTA, SCENOGRAFA

Classe 1980, vive a Codognè.
Nel 2004 consegue il diploma di Liceo Artistico e si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Urbino dove nel 2007 consegue il diploma accademico di 1° livello in arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo scenografia e nel 2010 il diploma di 2° livello in arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo architetture di scena.
Annovera numerose collaborazioni con la regista teatrale Loredana Manfrè, sia nel ruolo di attrice che di scenografa e assistente regia. Come scenografa ha poi collaborato con l'Accademia di Belle Arti di Urbino per diversi spettacoli al Teatro della Fortuna di Fano, con la Compagnia Asolo Teatro e con l'Accademia di Belle Arti di Venezia.
"Se sapessi cos’è l’arte lo terrei per me.
Cercare di definire l’arte è come cercare di definire l’amore: nessuno vi riesce, tuttavia lo cerchiamo in ogni dove. Quindi l’arte sfugge, ad aggettivi, definizioni, scatole e scaffali, anche delle persone più intelligenti. Quando la incontriamo però, la sappiamo subito riconoscere, come l’amore. Ho cercato tutta la vita entrambi: incontrando, sbagliando, perdendo, lasciando e rischiando, ma l’arte è la più grande maestra che abbia mai conosciuto e, come l’amore, mi ha dato gli strumenti per vivere. Quando faccio un ritratto l’anatomia del viso diventa una mappa interiore, una strada che racconta un vissuto, una porta sull’anima delle persone. Ecco che il teatro diventa lo strumento per esprimere e condividere le mie scoperte, ma da dietro le quinte, dove creo quei mondi in cui prendono vita i testi e i personaggi poiché la scenografia è una struttura architettonica narrativa, al servizio del testo, della regia e degli attori.
Per me vivere il teatro è una necessità, voglio indagarlo in tutti i suoi aspetti".

TITOLI DI STUDIO
2010 - Diploma accademico di 2°livello arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo Architettura di scena, conseguito presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia con il punteggio di 110 e lode. Tesi in “Allestimenti espositivi e macchine teatrali”.
2007 - Diploma Accademico di 1° livello in arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo scenografia con il punteggio di 110 e lode, presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Tesi in Architettura e Urbanistica: “Architettura come poesia”, indagine sul Cimitero Brion di Carlo Scarpa.
2004 - Diploma di liceo Artistico conseguito al Liceo Leonardo Da Vinci (BL) con il punteggio di 89/100.
1997 - Diploma di Maestro d’Arte, Istituto statale d’Arte di Vittorio Veneto, sezione arte dei metalli e dell’oreficeria.
2009/2010 - Tutor alla prof.ssa Franca Nava, titolare della cattedra di scenografia presso l’Accademia di belle Arti di Venezia.
2008 - Premio Nazionale delle Arti VI edizione a.a. 2008-2009, partecipa con il progetto “Lo frate ‘nnamorato” di G.B. Pergolesi, classificandosi tra i primi quattro.

TITOLI ARTISTICO-CULTURALI E PROFESSIONALI
2005/2006 - Stage di pittura di scena presso il laboratorio del pittore Rinaldo Rinaldi. Realizza due fondali realizzati per i spettacoli “Stabat” e “Gianni Schicchi”.
2001/2002 - Attestato Corso di Circo e Teatro, presso la Scuola Galante Garrone a Bologna.
2000 - Stage di un mese presso il ‘Cirque Baroque’, Villemarechal Francia.
- Attestato di Operatore E.commerce, Istituto C.I.O.F.S. Don Bosco di Conegliano.

ATTIVITA' TEATRALE

2013 - Scenografa per la compagnia Asolo Teatro. Progetta e realizza la scenografia per lo spettacolo ‘Quel che resta dei sette nani’, testo di Massimo Valori, regia di Ermanno Perinotto.
Con l’Accademia di Belle Arti di Venezia:
2010 - Scenografa realizzatrice e truccatrice nello spettacolo ‘Don Giovanni e l’uom di sasso’ Biennale Musica.
Con l’Accademia di Belle Arti di Urbino:
2007 - Scenografa realizzatrice e truccatrice nello spettacolo teatrale “Stabat” in scena presso il Teatro della Fortuna di Fano.
2005/2006 - Scenografa realizzatrice nello spettacolo “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, Teatro della Fortuna di Fano.
- Scenografa realizzatrice nello spettacolo “Gianni Schicchi” di G.Puccini, in scena presso il Teatro della Fortuna di Fano.
Con l’Associazione Culturale Deposito Bagagli, compagnia P.I.C.:
Scenogarafa, assistente regia. Collabora con la regista Loredana Manfrè alla realizzazione di spettacoli ed eventi.
2009 - “Vent. Respiri” Compagnia ‘Il Gabbiano”, regia di L. Manfrè, Teatro Giovanni XXIII Belluno.
- “Le ultime lune” due Tempi di Furio Bordon, regia di Mimmo Magnato, Teatro Giovanni XXIII Belluno, Teatro La Murata Mestre.
2008 - “Destinazione Itaca, con solo bagaglio a mano”, regia di L. Manfrè, Teatro Giovanni XXIII Belluno.
2007 -“Viaggio in tempo reale. Dante e l’Oriente, divine radici” , regia di L. Manfrè, Auditorium San Giuseppe Follina.
- “Maschere chi siete e perché ci siete? Le immagini riflesse del lago di Vedana”, regia di L. Manfrè, Teatro Giovanni XXIII Belluno.
- “Parsifal” opera di R. Wagner versione in prosa con estratti musicali, regia di L. Manfrè.
2006 - Spettacolo di animazione “Il drago e il leone” Biennale Teatro, carnevale di Venezia, Arsenale e Lido.
2004 - “Ecologica..mente” spettacolo sul tema della comunicazione e difficoltà relazionali, Auditorium San Giuseppe Follina.
2003 - “Pierino… e il lupo? Una fiaba dalla parte del lupo” spettacolo di figura e attore liberamente tratto da Prokof’ev, regia di L. Manfrè, Teatro Maffioli Villa Benzi a Caerano San Marco.
- “Neve” spettacolo di figura e attore liberamente tratto da Neve di M. Fermine, regia di L. Manfrè, Auditorium San Giuseppe Follina.




Autoritratto, pastello su carta.


Bozzetto per ‘Queo che resta dei sete nani’, elaborazione digitale.


Bozzetto per ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di L. Pirandello, 
tecnica mista su carta.


Bozzetto per ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di L. Pirandello, 
tecnica mista su carta.


Big, pastelli su carta.


Immagine per adesivo della mostra Inner Maps.


L, grafite su poliestere.


N, pastelli ad olio su carta.



Modello in scala per ‘Lo frate ‘nnamorato’ di G.B. Pergolesi.


Bozzetto per ‘Lo frate ‘nnamorato’ di G.B. Pergolesi, tecnica mista su carta.


Bozzetto per ‘Lo frate ‘nnamorato’ di G.B. Pergolesi, tecnica mista su carta.



Progetto per ‘‘Lo frate ‘nnamorato’ di G.B. Pergolesi, pianta e viste prospettiche.


Elektra, grafite su poliestere.


Autoritratto, foto.









PREMUDA MARIA PIA IN MARSON

SCRITTRICE e STORICA

Nasce a Roverbasso nel 1927. Sposa il noto bacologo Domenico Marson di Vittorio Veneto. In città il nome dei Marson ha sempre significato dapprima bachicoltura e poi, nel dopoguerra farmacia. Nel 2000 consegue la laurea in Farmacia, presso l’Università di Perugia, e nel 2009 la laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Udine alla notevole età di 82 anni. E’ autrice di una tra le più importanti antologie sul baco da seta, intitolato “Bombyx mori: la dotta industria bacologica e l’importanza di un insetto nella vita dell’uomo” (2011) cui seguirà nel 2013 il saggio “Rievocazioni storiche di Vittorio Silvio e di Nicolò Premuda. Documenti, storia e tracce della famiglia” (2013). Con questa sua seconda opera, Maria Pia Premuda intese ricordare e onorare la figura dello zio, il Tenente Colonnello Vittorio Silvio Premuda, e del padre, il Cav. Uff. Nicolò Premuda, il primo tragicamente ucciso al termine della Resistenza (1944), il secondo Sindaco di Codognè dal 1956 al 1970.
“La cultura mi ha sempre affascinato. Socrate diceva che il più grande bene è la conoscenza. Il male è l’ignoranza. Inizialmente interessata agli studi umanistici, ho poi scoperto un più grande interesse, quello di comprendere il mistero della vita studiando i bachi da seta. Nella Bacologia di famiglia vedevo esposte 17 tavole del bombyx mori e la rappresentazione del suo sviluppo embrionale, cosa che aumentò il mio interesse. Non dobbiamo dimenticare che l’attuale biologia è nata dalla bachicoltura, ovvero dallo studio e dalla conoscenza scientifica del baco da seta per confezionarne dei semi sani.  Oggi, con la fine dell’attività bacologica, insieme ai figli m’impegno a valorizzare il bachificio di famiglia, conservando l’atmosfera dell’originale sito storico attraverso un’importante collezione di attrezzature d’epoca”.


“La Pace è il bene supremo al quale ambiscono quanti sono vissuti nel tempo dei massacri senza precedenti per entità sterminata di vittime del secolo scorso. Ho sentito la necessità di scrivere le Rievocazioni storiche di Vittorio Silvio e di Nicolò Premuda per onorare i loro ideali di concordia, di democrazia, di ordinata e più confortevole vita civile, che sono i grandi valori della nostra millenaria civiltà latina, veneta e cristiana, che hanno ampiamente ispirato la cultura europea e si sono intrecciati con la sua storia. Le memorie hanno la facoltà di modellare l’identità degli esseri umani, sia a livello personale che collettivo”.






SALVADOR FRANCESCA

SCRITTRICE

Sono Francesca Salvador, sono nata a Codognè nel 1954. Mio papà era Bortolo Salvador, e so che lo conoscete bene. E’ stata la persona importante della mia vita, colui che, insieme a mamma, mi ha insegnato a crescere correttamente, con onestà e coerenza verso me stessa e il mondo. Se sono diventata un’insegnante cui i ragazzi fanno riferimento anche dopo aver superato la maturità, se nel mio curriculum ci sono 11 libri pubblicati; se sono una consulente di consultorio familiare che riesce sufficientemente a dare un aiuto alle persone affinché, al di là delle tante problematiche della vita, riescano a ritrovare se stesse e la gioia di vivere, molto lo devo a papà. Gli abitanti di Codognè conoscono la sua persona che per tanti anni ha operato e costruito, attraverso il suo lavoro, la grandezza di questo paese. Mio padre era uno specialista sugli allevamenti dei bachi da seta. Tanto da essere, oltre che un riferimento costante per gli allevatori, anche un consulente per gli specialisti. E le onorificenze che noi abbiamo lo attestano. Con queste parole ho voluto rendere innanzitutto omaggio alla mia famiglia e alla sua presenza nella mia vita. Ho viaggiato, studiato e lavorato fuori di Codognè, ma torno sempre volentieri dove sono nata per ritrovare la mia identità. Sono sposata e ho tre figli: Sofia, Irene, Giuseppe Gerardo. Ho insegnato 27 anni in Calabria e ora insegno a Brescia. La mia passione è scrivere, ed ecco che uno dopo l'altro sono nati i miei libri. Mi ricordo che da piccola, nella casa di Codognè, ho detto alla ragazza che stava con noi, ovvero alla Luciana Basso: “Un giorno scriverò un libro”. E lei: “Sì sì, intànt ajùteme qua…”. Non lo so perché ho detto questo. Ho iniziato a scrivere con assiduità, e con l’intento di creare delle pubblicazioni, circa 15 anni fa. Allora abitavo in un piccolo paese della Calabria che si chiama Falconara Albanese. La casa era molto grande e dava su un parco. Avevo sempre alberi davanti, verde e roccia, il mare appena voltato l’angolo. Bambini che saltavano, giocavano, volevano la mia attenzione e anche il gioco. Le parole hanno cominciato a fluire da dentro di me, era un raccontare intenso, continuo. Raccontavo storie ai miei figli, scrivevo poesie per me. Pian piano questo scorrere di fantasia e creatività s’è trasferito sulla pagina del computer, ed è diventato altro, così sono nati i primi pezzi; spesso scrivevo di notte. Mi sono trasferita, prima a Torremezzo quindi a San Lucido, paesi sul mare. Dalle finestre della mia casa entravano l’azzurro dell’acqua e il sole, i cieli alti e profondi. Mare in continuazione. Mare quando viaggiavo e andavo a scuola. Ecco, questo rinnovarsi di verd’azzurro nei miei occhi e nelle mie emozioni ha, prima esplorato dentro di me e poi fatto emergere vissuti, memorie, riflessioni, storie e storie. Sono passati gli anni, a intervalli mi occupavo non di parole ma di segni e colori, e sono nati i quadri che oggi sono le copertine di alcuni libri. Il fluire della parole è continuato ed ecco nascere brani in cui la fantasia si rivolgeva alla ricerca del benessere, delle strategie di conoscenza e cammino dentro se stessi.
Nel mio lavoro mi occupo di evoluzione della persona, sono insegnante e consulente di consultorio familiare. In più è sempre stata una mia predisposizione osservare, sperimentare se stessi. Il mondo dei pensieri: come pensiamo noi stessi e la realtà, le dinamiche interiori. La ricerca di modalità e strategie per migliorare, per stare bene, anzi meglio, progredire e realizzare i propri progetti. Questo il mio orizzonte in un’indagine sempre serrata, coerente, laboratoriale, insieme ad analogica e creativa. Poi la grande avventura, difficile, con l’editoria. Quando un libro viene letto raccolgo consensi e questo mi rende contenta, sento il riconoscimento e l’ammirazione. E’ bello. Lo scorso anno l’associazione Dante Alighieri mi ha chiamato in Norvegia a presentare le mie pubblicazioni e io, per una settimana ho viaggiato, da Oslo alle grandi città della Norvegia, per presentare il mio pensiero in conferenze che hanno visto il consenso di molte persone. Altre presentazioni le tengo in Italia, quando le librerie o i centri culturali mi invitano. Questo il mio lavoro e soprattutto la mia passione, perché di questo si tratta, vivere deliberatamente mettendo in scena il meglio di noi stessi in ciò che ci piace. Così condividiamo ciò che siamo con il mondo. Oggi mi occupo soprattutto di dare un contributo alla formazione permanente dei ragazzi nella Scuola Superiore in cui lavoro.
Ringrazio la biblioteca di Codognè per questa opportunità, ringrazio la mia famiglia, e tutti gli abitanti del paese delle mie origini.

I miei libri:

  • Archetipi, la danza della vita (una ricerca sugli alfabeti e la loro funzione nella costruzione del pensiero). 
  • Serendipity, dove ho incontrato il meglio di me. 
  • Sette settimane con il mio alchimista interiore.
  • Matrimonio e sacerdozio.
  • Nel paese dei balocchi, Isshah Adamah, Emme ya, sulla ricerca personale e sul cammino dentro noi stessi.
  • I Cavaliér (dedicato a mio padre e a Codognè). 
  • Eméraude.
  • Ho collaborato al libro Codogné cuore veneto di Pio Dal Cin 















SILVESTRIN CLAUDIO

ARCHITETTO

Nonostante la sua rinomata posizione nel mondo dell’architettura, Claudio Silvestrin preferisce mantenere un profilo discreto, lontano dallo sfarzo e dal glamour di cui godono molti ai vertici della professione. Lo stesso si può dire dei suoi progetti che, piuttosto che risultare appariscenti e meramente decorativi, si presentano sobri, sereni e meditativi; come lui stesso afferma: “un’architettura... per la contemplazione ed il nostro essere; nella sua essenza, per l’anima”. Claudio Silvestrin è un creativo. Nato nel 1954 (la madrea, Puppin, era di Codognè) è stato educato a Milano da A.G. Fronzoni e ha proseguito gli studi alla Architectural Association di Londra. I suoi studi di filosofia, la sua visione, l’integrità, la chiarezza di intenti e la rigorosa attenzione al dettaglio sono le caratteristiche della sua distintiva architettura: austera ma non estrema, contemporanea e tuttavia senza tempo, calma ma non ascetica, forte ma non intimidatoria, elegante ma non ostentativa. Claudio Silvestrin è stato invitato a presentare il suo lavoro in numerosi eventi e conferenze. Nel 2013 è stato Walton Critic e tutore alla Catholic University of America, Scuola di Architettura a Washington DC.

Profilo dello Studio
Nel 1989 Claudio Silvestrin fonda lo studio Claudio Silvestrin Architects con uffici prima a Londra e dal 2006 anche a Milano. La sua opera di respiro internazionale spazia da oggetti di uso quotidiano a interni domestici e commerciali, spazi espositivi, edifici per musei e residenze private. Tra i suoi clienti più noti vanno riconosciuti Giorgio Armani, illycaffè, Anish Kapoor, Calvin Klein, Poltrona Frau, Victoria Miro, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per la quale ha progettato il museo di Torino e la star rapper Kanye West. Lo studio ha completato di recente il progetto di 18 ville a Singapore (Sandy Island), il castello di Rocca Sinibalda vicino a Roma, i ristoranti di Londra Princi, Roka e Oblix (allo Shard) e le boutique di Giada in via Montenapoleone a Milano e a Pechino Jinbao.

Bibliografia
2011 L’immaterialità del materiale, introduzione di Franco Bertoni e postscritto di Germano Celant. Pubblicato da Allemandi, Italia.
2008 Eye Claudio, introduzione di Clare Farrow e postscritto di Franco Bertoni. Pubblicato da Viabizzuno, Italia.
2006 Interni: numero monografico di dicembre.
1999 Claudio Silvestrin, scritto da Franco Bertoni. Pubblicato da Birkhäuser, Svizzera.

Premi ricevuti
2014 Chicago Athenaeum International Architectural Award - Castello di Rocca Sinibalda, Italia
2013 FIABCI Prix d’Excellence Awards - Sandy Island Housing Development, Sentosa, Singapore
2011 South East Asia Property Awards, Best Architectural Design - Sandy Island Housing Development, Sentosa, Singapore
2009 Chicago Athenaeum International Architectural Award - Victoria Miro Private Collection Space, Londra
2009 CNBC Asia-Pacific Property Awards, Best Development - Sandy Island Housing Development, Sentosa, Singapore
2008 Archip – Domus, Russia - P Penthouse, Montecarlo
2008 Best Communicator Award - La Cava, installazione in pietra per il Casone a Marmomacc, Verona
2005 Wallpaper Magazine Design Awards - Cucina Terra per Minotti Cucine
2005 Travel+Leisure Magazine Design Awards - Panetteria Princi XXV Aprile, Milano
2005 International Award Architecture in Stone - Giorgio Armani Worldwide Image
2003 Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana alla Triennale di Milano - Museo d’arte contemporanea Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
2003 Contract World Award e Artib Award - Giogio Armani Worldwide Image






TOMASELLA LORENZO

ARTISTA

Lorenzo Tomasella nasce a Colle Umberto nel 1848, trascorre un breve periodo a Mareno per poi trasferirsi a Cimavilla in via Palladio. Qui dipinse nella facciata della casa una meridiana, che è ancor’oggi visibile. Nel 1899 rimase vedovo e decise di partire per l’Argentina con i suoi otto figli. Durante il viaggio vennero colti da una tempesta e Lorenzo fece un voto. Se fossero riusciti a salvarsi avrebbe costruito con le sue mani una chiesa dedicata alla Madonna del Buon Consiglio. Lorenzo e la sua famiglia riuscirono ad arrivare in Argentina sani e salvi e si stabilirono in una zona rurale a nord-ovest del paese, a 13 km dalla città di Goya, chiamata Colonia Carolina. Come aveva promesso, tra il 1904 e il 1907, costruì la cappella, che doveva essere inaugurata nel 1909. Ma il giorno stabilito, a causa della pioggia, il parroco non si presentò, così Lorenzo decise di chiudere la cappella. Nessuno, nemmeno i suoi figli, poterono vederla fino al 1912 quando decise di aprirla al pubblico.

La cappella fu da allora chiamata “Capilla del Diablo”, a causa di una pala con immagini che richiamano l’Inferno di Dante. Tanto che per molti anni non fu possibile celebrare messa, fino a quando un giorno vi fu un miracoloso salvataggio di un bambino finito sotto le ruote di un carro. Così dal 1977 si cominciò a celebrare l’eucarestia e la cappella riprese il suo nome originario, ossia “Chiesa del Buon Consiglio”.
Nella cappella è possibile ammirare anche una statua della Madonna con in braccio il bambino, per i cui lineamenti Lorenzo utilizzò come modella la figlia più piccola. La statua fu intagliata in un unico pezzo di legno utilizzando un coltello come unico strumento di lavoro. Lorenzo realizzò da solo anche tutte le altre statue della chiesa e l’altare.
Inoltre, nella cappella è stata sistemata una campana forgiata a Vittorio Veneto e portata da Lorenzo in Argentina dopo suo viaggio in Italia. Lorenzo muore nel 1922 all’età di 74 anni.



















GIOVANI CAMPIONI DELLO SPORT

  GIOVANI SPORTIVI I nostri giovani campioni sono stati i protagonisti di tre edizioni della "Serata dello Sport" (presso il ...