giovedì 7 gennaio 2016

DAL CIN RENZO

STUDIOSO

Renzo Dal Cin è nato a Codognè il 15/07/1936. Ha frequentato il liceo a Conegliano e quindi si è iscritto a Scienze Geologiche all'Università di Padova dove si è laureato con il punteggio di 110/110. Dopo una breve parentesi all'Osservatorio Geofisico di Trieste, ha partecipato a diversi concorsi all'Università di Ferrara dove ha raggiunto il massimo della carriera universitaria con la nomina di professore ordinario. È in pensione dal 2006.

“Sono professore ordinario di Geologia Ambientale presso l'Università di Ferrara. Ho sempre insegnato tale disciplina agli studenti di Ingegneria Civile e di Ingegneria del Territorio. Dato il mio campo di ricerca sono stato a Roma, membro per oltre un ventennio del “Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”, sezione “Costruzioni marittime”, ma ciò che mi rende più orgoglioso e che mi ha fatto vincere il concorso a professore ordinario, sono i risultati delle mie ricerche scientifiche testimoniate da un centinaio di pubblicazioni su riviste americane, italiane e del resto d'Europa. Tali ricerche riguardano, soprattutto, la dinamica costiera: ad esempio le cause dell'arretramento delle spiagge, le opere di difesa dei litorali in erosione, lo spostamento delle sabbie durante le mareggiate, le caratteristiche e la direzione delle onde, gli effetti sulle spiagge della costruzione di porti, etc...”

 (Renzo Dal Cin)

DE FAVERI FLAVIO ANGELO

SCULTORE

Nasce a Codognè, in Borgo Scuole, l’11 luglio 1930. Il padre, De Faveri Antonio, classe 1904, originario di Oderzo, era un bracciante mentre la madre, Pinese Antonia Alba (detta Antonietta), del 1908, nativa di Ormelle, era casalinga. Nel gennaio 1931 l’intera famiglia emigra in Francia, a Montauban, a 50 chilometri da Tolosa. Antonio fu un abile falegname, a cui Flavio guarderà con ammirazione. Fin da piccolo frequenta la bottega del padre, dimostrando talento e creatività nella lavorazione del legno. La Seconda Guerra Mondiale fu un’esperienza difficile per Flavio e la sua famiglia. Egli si ricorda ancora della fame sofferta e di quell’estate del 1943 quando, spigolando con i suoi fratelli riuscirono a raccogliere due berretti di grano che fecero essiccare per poi macinare con il piccolo mulino per il caffè. Dopo aver chiesto un po’ di lievito al panettiere, la loro madre preparò quattro piccoli panini. Erano così buoi nonostante fossero così duri! Nel 1947 ottiene il titolo di CAP ebanista e due anni dopo si iscrive alla Scuola di Belle Arti di Tolosa, vincendo nel 1954 il prestigioso Grand Prix de Beaux-Arts della città. Nello stesso anno si posa con Licia Bin, anch’essa di origini italiane e residente a Montauban. Avranno 3 figli: Eric, Jacqueline e Sandra. Nel 1961 il giornale “Les Arts” lo elenca tra i dieci giovani pittori francesi più promettenti. Comincia anche la sua carriera come insegnante di disegno. Il 1 gennaio 1963 viene nominato professore presso i corsi organizzati dalla Municipalità di Montauban. Il primo anno registrò 2 allievi; nel 1990 gli iscritti furono 179! Ad oggi, Flavio annovera un nutrito portfolio di opere, anche monumentali, realizzate in legno, in pietra o in bronzo, esposte non solo in Francia, ma anche in Belgio e negli Stati Uniti. 


Franck Bouchè, allievo di Flavio, lo descrive così: “E’ con immenso piacere che esprimo la mia riconoscenza a questo artista di Montauban al quale devo il mio percorso sia universitario che professionale. Egli mi ha trasmesso la sua passione per il disegno e la grafica, per lo studio dei volumi e delle forme con un senso acuto dell’osservazione dei dettagli. Allievo di Flavio De Faveri dal 1982 al 1987, sono sempre stato impressionato, a volte intimidito, da questo grande personaggio che ha donato, forse senza saperlo, un senso diverso alla mia vita, una nuova visione delle cose. E’ stato un tale padre spirituale, in senso artistico, che sento sempre la sua presenza ogni qual volta mi trovo davanti al foglio da disegno o ad una prova grafica determinante per il mio futuro, come quella del concorso d’ammissione alla Scuola d’Arti applicate di Angouleme. Accadde circa 25 anni fa e, nonostante gli strumenti si siano evoluti, ancora oggi attingo al suo fondamentale insegnamento quale risorsa necessaria per elaborare i miei progetti grafici. Come si può comporre una bella pubblicità se non si conosce il disegno? Sarebbe come un musicista che non conosce il solfeggio. Sono molto grato a Flavio perché con lui ho appreso il mio solfeggio. E’ con viva emozione che gli dedico il mio percorso professionale”.











mercoledì 6 gennaio 2016

IL FOTOCLUB E GLI APPASSIONATI FOTOGRAFI

Il 23 ottobre 1987 nasceva il Fotoclub di Codognè, che annoverò più di sessanta iscritti non solo del paese, ma anche di Oderzo, Vittorio Veneto, Tarzo e Pordenone.
L'intento era quello di creare momenti per la condivisione delle esperienze, nonchè per fornire occasioni di formazione. Negli anni Ottanta, infatti, la fotografia era ancora analogica e necessitava dell'uso di rollini e poi dello sviluppo e della stampa in laboratori specializzati oppure in camera oscura. In molti casi, poi, le fotocamere erano completamente manuali e tutto ciò rendeva necessaria una conoscenza, almeno di base, della macchina e delle tecniche, specialmente per coloro che volevano sperimentare le molteplici potenzialità della fotografia.
Grazie, inoltre, all'originalità di Stefano Esposito, il Fotoclub si dotò di un proprio logo, nato dall'idea di rileggere la facciata di Villa Toderini come l'obiettivo di una fotocamera.
L'anno successivo il club organizzò un corso di fotografia, di dieci lezioni, invitando a relazionare nomi importanti quali: i fotografi ed artisti Danilo Turchetto e Carlo Del Puppo di Vittorio Veneto, l'incisore ed insegnante Domenico Peruzzi di Gaiarine, il fotografo Vincenzo Terrasan.
A seguito di ciò, fu indetto un concorso fotografico.
Le foto dei concorrenti vennero esposte per due settimane nei locali del noto bar del Borgo Chiesa così che la gente potesse esprimere il proprio parere e una libera scelta, decretandone i vincitori, ai quali fu assegnata una targa raffigurante il Leone di San Marco.
Curiosa è poi la storia della sede del club e del suddetto corso di fotografia.
Il giornalino comunale "Codognè Notizie" del maggio 1988, così lo riporta:

" [...] I soci hanno voluto pubblicamente ringraziare Don Angelo dal Bo, parroco di Cimetta (che si è prodigato per trovare una sede adatta allo svolgimento delle lezioni del corso), il sindaco di Codognè, la civica amministrazione ed il consiglio comunale (che hanno messo a disposizione l'aula consiliare), la biblioteca comunale di Codognè (che ha concretamente aiutato il Fotoclub mettendo a disposizione la biblioteca per i primi due incontri del corso), la famiglia Biasi di Codognè (che ha messo a disposizione la sua vecchia ma simpatica casa in via Vittorio Veneto 71 per essere utilizzata quale sede del Fotoclub), il mobilificio 3A di Cimetta (che è stato il primo a rispondere all'appello per sedie e tavoli, seguito dal mobilificio Antares e dalla Comprex)".

Qualche anno dopo, per carenza di fondi, il Fotoclub si sciolse, lasciandoci, però, un'eredità spirituale importante, fatta di passione e di saperi che ancora oggi attesta una diffusa abilità per la fotografia artistica propria della comunità di Codognè.
Tra i soci del Fotoclub ci sono Renato Busiol, Pio Dal Cin e Sergio Modolo.

RENATO BUSIOL, storico panettiere di Codognè. La nostra campagna e la collina sono i suoi soggetti preferiti, specialmente se sono espressione di un tempo trascorso, con le sue genti antiche. Oltre al fotografare, tempo addietro era solito sviluppare da se stesso le proprie foto in bianco e nero. Amico di Fulvio Roiter, noto fotografo veneziano, che considera il suo maestro, numerose sono state le uscite insieme per fotografare il paesaggio e le sue anime. 
Ha partecipato a diversi concorsi fotografici, distinguendosi per bravura e menzioni.

Si pensa a PIO DAL CIN, fotoreporter di professione per numerosi giornali, come uno tra i più importanti custodi della memoria popolare del nostro paese. Con la sua macchina fotografica ha immortalato zone di guerra tra le più pericolose al mondo (ad esempio la Prima Intifada Israeliana e la Guerra dei Balcani), momenti storici (come la caduta del Muro di Berlino) e capi di Stato. Di lui colpiscono in particolar modo le fotografie in bianco e nero aventi a soggetto gli uomini comuni, intenti a vivere il loro quotidiano, ritratti nella fugacità di uno scatto che riesce a caricarsi di pathos ed emozioni.

SERGIO MODOLO, storico gelataio del nostro paese, ci lascia sbalorditi per la sua passione di fotografare le saette infuocate che squarciano il cielo temporalesco sopra  Codognè. Una di queste immagini conquistò il podio nel citato concorso fotografico organizzato dal Fotoclub nel 1988. Sergio, fin da bambino, era attratto dalla macchina fotografica, ma non poteva averne una perchè era piccolo e non c'erano le possibilità economiche. Ebbene, fu la prima cosa che acquistò da adulto, la sua Nikon FM2 e qualche anno dopo, in un viaggio a Mosca, una Zenit ET. I lampi e il cielo divennero i suoi soggetti preferiti, foto difficili da realizzare perchè necessitano di un'ottima padronanza della tecnica del tempo di esposizione lungo.

A Roverbasso vive LUIGI CALLEGARI, che ha trasformato la sua passione per moto e motori in lavoro e non solo. E' appena diciottenne, nel 1973, quando già vuole vivere le emozioni del Gran Premio di Motociclismo di Imola. Chiede, quindi, in prestito una macchina fotografica tedesca per immortalare i momenti più significativi di questa sua esperienza. Acquista in seguito una Zenit e da allora continuerà a fotografare, cercando l'immagine perfetta in grado di racchiudere assieme una passione, un luogo e i suoi protagonisti. Negli anni ha fissato su pellicola soggetti diversi, come matrimoni, feste, amici, ma al primo posto rimangono la Moto GP e la F1.

ANDREA BASSO è una forza della natura, capace di immortalare nei suoi scatti quanto di mirabile e affascinante il mondo naturale riveli. Sono immagini che ci lasciano letteralmente a bocca aperta. Come non citare le mistiche immagini di una Codognè notturna ed innevata, o del Pian Cansiglio risvegliatosi sotto la "galaverna", uno degli spettacoli più affascinanti che riserva l’inverno: dopo notti molto fredde e umide, ovattate da una spessa nebbia, al mattino si può scoprire che gli alberi sono stati interamente ricoperti da un deposito di aghi e scaglie di ghiaccio.

Per SERGIO PASIN "la fotografia è un tentativo, a volte riuscito, di perpetrare un'emozione, uno stato d'animo, una passione, una forma di comunicazione non verbale ma, spesso, più potente di mille parole". Queste le sue dirette parole. Il cielo, nelle sue manifestazioni, nei suoi colori, lo attrae molto.

Se poi pensiamo alle grandi occasioni e alle cerimonie istituzionali che si sono svolte nel nostro paese, da chè la memoria ci accompagna, queste sono state sempre immortalate dallo storico STUDIO FOTOGRAFICO "FOTOCINE", oggi "FOTOCINE BOTTECCHIA".
Fondato nel 1963 dal fotografo di professione, Moras Giacomo, ben presto a lui si affiancò Fiorenzo Bottecchia, che rilevò l'azienda nel 1984. Ancora oggi essa è una realtà che caratterizza la nostra comunità. Per noi, pensare a Fotocine e a Fiorenzo Bottecchia, significa pensare alle innumerevoli cerimonie religiose e civili che si sono susseguite nei decenni a Codognè e nelle frazioni, che hanno scritto la nostra storia più recente.

Tra le generazioni più giovani, si distinguono le grandi capacità fotografiche di Irene Gardenal, Nicola Piccoli e Federico Ghin.

IRENE GARDENAL è la poesia fattasi fotografia. "Amo la fotografia. Amo ciò che attraverso essa riesco a trasmettere. La ricerca che si nasconde dietro ad ogni singolo scatto, l'attimo in cui vivi un'emozione e la rendi indelebile. Per me la fotografia è questo: un momento personale e solitario, in cui cerco bellezza ed emozione". Queste le sue parole. Il lirismo di Irene tutto si percepisce nelle sue coinvolgenti immagini specialmente se in bianco e nero. Da notare una sua peculiarità: le immagini sono inserite in una cornice bianca, molto ampia, che riporta sul lato inferiore, in posizione centrale, la sua firma in corsivo.

NICOLA PICCOLI ha 21 anni e dall'età di 12 anni si affaccia al mondo della fotografia, passione trasmessagli dal padre. Inizia a sperimentare autonomamente le strumentazioni fotografiche e successivamente frequenta corsi avanzati sulla composizione, la teoria dei colori, e sulla comunicazione visiva. Dall'età di 20 anni, come sviluppo della fotografia statica, si specializza nella videografia con particolare attenzione alla fotografia cinematografica e al sound design; infatti i suoi prodotti enfatizzano al meglio le qualità del soggetto, grazie anche alla creatività implementata nella post-produzione multimediale.

FEDERICO GHIN, giovane ragazzo di Cimavilla, lo abbiamo già conosciuto attraverso il post a lui dedicato. Bravissimo artista, si è cimentato con diverse tecniche, lasciandosi ispirare dalla sua passione per il ritratto, la musica e la fotografia. Di lui ricordiamo l'importante collaborazione con l'affermata artista austriaca Conchita Wurst nell'ideazione di un foular di grande impatto comunicativo, chiamato "Love/Respect", contro ogni genere di discriminazione.
Laureatosi in Nuove Tecnologie per le Arti - Arti Visive e Progettazione Multimediale, oggi si sta dedicando al lavoro di grafico.

Logo del Fotoclub Codognè, ideato da Stefano Esposito


martedì 5 gennaio 2016

GARDENAL GIUSEPPE

MAESTRO ARTIGIANO DEL PRESEPE


GARDENAL MATTIA

ARTISTA

Mattia Gardenal, classe 1978, frequenta la scuola dell’obbligo a Codognè, gli piace soprattutto la musica e la matematica. Indirizzato verso gli studi classici dalla madre, abbandona il liceo e non consegue il diploma. Inizia a lavorare, fa il servizio militare, non smettendo mai di coltivare le proprie passioni frequentando corsi di musica e di disegno privatamente. Fa tesoro dei molti lavori che intraprende, come il carpentiere, il pizzaiolo, l’imbianchino, il cameriere e l’autotrasportatore. Da poco scopre di essere un abile falegname e inizia la sua ricerca personale tra meccanica e musica. Oggi vive con la sua compagna Cristina e i suoi due bambini a Vittorio Veneto.
Quando mi metto a creare qualcosa non mi pongo nessun limite di forma, il mio approccio è sempre mosso dalle necessità di “giocare” con le materie e divertirmi. A volte per dipingere utilizzo il caffè o delle zucchine tritate, per poi vedere cosa succede quando l’ossidazione trasforma i colori. Suono la chitarra e il trombone, possibilmente indossando un naso da pagliaccio. Lavoro il legno cercando di farlo muovere con l’aiuto della meccanica per creare delle illusioni… Una delle mie fissazioni è cercare di capire se nella mente nascono prima le immagini o i suoni.
Mi sento libero e cerco la libertà.










GERARDO SIMONE

MUSICISTA

Classe 1979, attualmente risiede a Roverbasso. inizia lo studio della musica all’età di 7 anni, a 15 viene seguito da alcuni dei migliori jazzisti italiani, poco dopo si avvicina alle percussioni classiche ed inizia l’attività live. Approfondisce lo strumento studiando con Mauro Beggio, Alfredo Golino, Roberto Dani, Giorgio Zanier e seguendo i seminari di Massimo Pacciani, Billy Cobham e Billy Hart.
Nel 2001 e 2002 vince due borse di studio per i Berkeley College di Umbria Jazz.
Nel 2003 partecipa al tour Festival Show per l’intera stagione accompagnando vari artisti, trasmesse alcune puntate per Radio Birikina, radio Bella e Monella e per Antenna tre. Partecipa successivamente a vari festival jazz tra cui L’Ubi jazz festival e l’EuroBassDay tra gli ospiti. Ha collaborato con Fabrizio Voghera, Cheryl Porter, Sheila Jordan, Paolo Vianello, Lino Brotto, Andrea Lombardini e David Boato. Impiegato su vari fronti come session man, dalla big band al gospel, a batterista stabile per lo ‘Ruben’d Studio’ e gli ‘Sherpa Studios'.
Nel 2005 collabora con Porfiriorubirosa esibendosi in tutta Italia e partecipando ad alcune trasmissioni televisive per Tele Chiara e Tele Veneto. Incide poi un album e video del singolo, recensito nella rivista italiana ‘Rumore’ e americana ‘Rolling Stone’ ed ospite al M.E.I. Tra i progetti attuali: ‘Four Tunes’ con le migliori voci del Venice Gospel Ensemble, Atrio con cui propone anche proprie composizioni, e come freelancer in altri contesti latin-jazz. Iscritto presso il conservatorio di Rovigo in musiche improvvisate e jazz. Dal 2004 collabora stabilmente con l’Orchestra Italiana di musica leggera diretta dal Maestro Diego Basso, con la quale ha partecipato a varie trasmissioni televisive per Rai Due e Rai Sat, collaborando con artisti quali Marco Masini, Povia, Riccardo Fogli, Simone, Dennis Fantina ed all’attività concertistica live in Italia e Francia.

Collaborazioni artistiche e televisive: Franco Cerri, Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Marco Masini, Riccardo Fogli, Silvia Mezzanotte (Matia Bazar), Povia, Nada, Ivana Spagna, Pago, Cheryl Porter, Simone, Dennis Fantina (Canale5), Reed (Festivalbar), Fabrizio Voghera (Rai 2), Alessandro Alessandroni (Ennio Morricone ), Alter Ego, Darrell Hill, Donald Lowrence (USA), Stefania R.Minetee (Ray Charles), Simone Zanchini, Fabio Zepetella, David Boato, Riccardo Onori (Jovanotti).

Trasmissioni televisive:
(Rai2) 9^ - 10^ e 11^ ed. “Festival del Garda”; (RaiSat) diverse edizioni di “Note a pennello”; (Rai2) “Stelle e Note di Natale”; (Rai2) “Note di moda” Gran Galà della Croce Rossa Italiana; (RaiSat) “Tour Start”.

Varie: Tour Italiano di “Start” con l'Orchestra Italiana di Musica Leggera (M° Diego Basso), Eurobass Day, Tour con Reed, Tour-recital “Notre Dame de Paris” con Fabrizio Voghera e Ilaria de Angelis, Tour “The Dream Box Suite” (prima mondiale all'Hilton Metropol di Firenze), Tour con Alvise Bortolini promozione cd “Agata” registrato da Ron, Radio Rai3 e Tour per il disco “Petit Suite” di Jeremy Norris (Velut Luna), Tour presentazione del cd “Orizzonti Musicali” con Franco Cerri e Fabrizio Bosso, Porfirio Rubirosa (recensioni Vanità Fair, Gioia, Max, Corriere della sera, la Stampa, Rolling Stone (USA).
 
"Una meravigliosa sfida ! Questo credo sia in sintesi il mio modo di intendere la vita. Nello sport, attraverso l'esperienza dura ma entusiasmante del triathlon ( Ironman ) e nella musica, la mia principale attività fatta di concerti, di insegnamento ( insegno batteria ai più giovani ) e di tanto studio. L'equilibrio tra energia e pensiero, tra volontà e fantasia, tra sacrificio e gioco è ciò che imparo ogni giorno e che cerco di trasferire nella maniera più positiva possibile ai miei figli, perché l'amore per la mia famiglia è e sarà sempre fonte e approdo di ogni mio pensiero".



lunedì 4 gennaio 2016

GHIN FEDERICO

ARTISTA - DESIGNER

Federico Ghin nasce il 9 ottobre del 1992 a Conegliano, un paese italiano della provincia di Treviso, nel Veneto e attualmete abita nel comune di Codogné. Fin dalla tenera età egli ha sempre dimostrato interesse per il disegno, una passione maturata in seguito nel 2006 frequentando, all'età di 15 anni, l'Istituto Statale d'Arte Bruno Munari di Vittorio Veneto. Attraverso gli studi presso l'istituto d'arte, Federico ha potuto sperimentare vari corsi come disegno, pittura, design del gioiello, disegno geometrico e moda. Studi che lo hanno portato ad una crescita artistica continua, fino a scegliere il corso di pittura e decorazione pittorica all'inzio del suo terzo anno di studi superiori. Federico inizia a sperimentare varie tecniche pittoriche: tempera, acrilico e pittura ad olio, portando anche avanti anche la sua passione per il ritratto a matita o carboncino e la fotografia. Durante l'estate del 2011 Federico partecipa all'evento Music&Art organizzato dal comune di Miane, nel quale ha esposto alcuni dei suoi lavori eseguiti a matita su carta. Nel suo ultimo anno scolastico, nel 2012, partecipa alla Biennale Giovani di Trento. Federico consegue il diploma artistico di 5 anni in pittura e decorazione pittorica nell'anno 2012 presso l'Istituto Statale d'Arte B. Munari. Terminati i suoi anni presso l'istituto d'arte, Federico sceglie di intraprendere l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ora si sta per laureare presso la facoltà scelta: Nuove Tecnologie per le Arti - Arti Visive e Progettazione Multimediale. Grazie a questo corso, Federico ha ampliato i suoi orizzonti che lo hanno portato a interessarsi a nuovi campi come il video, realizza vari cortometraggi sperimentando tecniche nuove come la stop motion, la video arte, realizzando video mirati a far riflettere sulle contraddizioni della nostra epoca, regia, grafica, illustrazione digitale e la fotografia in modo particolare, passione che egli aveva da anni ma che non aveva mai avuto l'opportunità di approfondire. Egli però non abbandona la sua prima passione completamente, oltre ai nuovi studi accademici, Federico continua a portare avanti il suo amore per l'illustrazione e il disegno, realizzando anche tutorial visibili su Youtube e collaborazioni. Così, nei giorni 9 e 10 Novembre del 2013, Federico Ghin inaugura la sua prima mostra personale dei suoi ritratti presso il suo comune di residenza, Codogné, in provincia di Treviso.
Federico si lascia sempre ispirare dalla musica. I suoi soggetti infatti sono i personaggi principali della cultura pop, oltre a Andy Warhol, egli è affascinato dalla musica degli anni '80, Michael Jackson, David Bowie , Freddie Mercury fino a quella odierna con Lady Gaga, Lana Del Rey e Conchita Wurst, per citarne alcuni. Non mancano le grandi icone del cinema degli anni '50 e '60 come Brigitte Bardot. Attraverso i social è riuscito a farsi notare da alcuni di loro come Lana Del Rey o Nelly Furtado.
E' proprio grazie ai social che Federico ha stretto un profondo legame con la cantante austriaca Conchita Wurst, vincitrice dell'Eurovision Song Contest 2014, definita 'La Voce Europea' durante la sua visita al parlamento europeo nell'ottobre 2014 e impegnata a favore di associazioni che combattono l'AIDS. Conchita, che da tempo seguiva Federico sui social e apprezzava moltissimo i disegni che egli realizzava per lei, ha proposto al giovane codognese, nel mese di Aprile 2015, una collaborazione in vista dell'Eurovision Song Contest 2015 a Vienna.
Federico ha collaborato con il team della Wurst per la realizzazione di una sciarpa (o foulard) interamente disegnata a mano da lui, che è stata prodotta e messa in commercio per poter essere acquistata da tutti i fans della Bearded Lady. La sciarpa, denominata come la LOVE/RESPECT scarf è stata distibuita in 4 punti vendita a Vienna (tra cui il prestigioso hotel Le Méridien) e attualmenete è acquistabile nello store online del sito di Conchita Wurst.



                                               



MASCHIO MARIA TERESA

POETESSA

Nasce a Codognè nel 1925. Dopo aver compiuto gli studi classici, si dedica all'insegnamento presso le locali scuole elementari, coltivando nel contempo la passione per la poesia. Si sposa poi con Ermenegildo Maschio, uno dei titolari delle importanti cantine Maschio di Gaiarine. Nel 1957 l'intera famiglia si tarsferisce a Bologna, dove attualmente risiede. Maria Teresa ha partecipato con continuità alla vita intellettuale italiana e straniera, collaborando a numerose riviste letterarie e distinguendosi per talento a numerosi concorsi di poesie, nazionali ed internazionali. La RAI le ha dedicato una puntata della trasmissione “Poesia nel modo. Poeti italiani e contemporanei” (Anni 80).
E' autrice di diverse pubblicazioni, tra cui tre raccolte di poesie: “Un'ombra vera” (ed. Guanda, 1972), “Un fuoco sottile” (ed. Guanda, 1975), “La luce obliqua” (ed. Rusconi, 1984). Così viene descritta dal critico letterario Giancarlo Vigorelli: “Per lei la poesia è, prima di tutto, una segreta confessione, uno sfogo irritenibile, quasi un antimondo per sottrarsi a quel mondo, o almeno appartarsene, che quotidianamente è il suo lavoro, l’ambiente, le responsabilità anche sociali.”
“I temi trattati, in apparenza, sono o sembrano gli stessi; né potrebbe essere altrimenti, perché la sua poesia non obbedisce a impostazioni o a tecniche di moda, ma è tutta condotta ed esercitata sui temi eterni della poesia, l’amore, la morte, il tempo e l’eterno, l’uomo e Dio; e come da sottofondo affiorano, e vi si sviluppano, i temi personali, privati, con struggimento pari alla discrezione; ma, a leggere bene, quei temi in proprio dipartono sempre da quei temi eterni maggiori, o vi tornano.”
Il 27 dicembre 1976, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri viene conferita a Maria Teresa l'onorificenza di “Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Istituito con la Legge n. 178/1951 è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari."

MINUZZO ALEX

ARTISTA

Alex Minuzzo nasce il 3 settembre 1987. Sin da piccolo sviluppa la passione per i presepi e incoraggiato della famiglia inizia a costruirne alcuni, dedicandosi in particolar modo ai meccanismi per il movimento dell'acqua nei mulini e nelle fontane. Originario di Fregona, nel 2006 si trasferisce a Codognè e con l’aiuto del suocero allestisce presepi di notevoli dimensioni. Nel 2008 vince il primo "Concorso dei presepi", indetto dal Comune di Codognè in collaborazione con la Proloco, per aver costruito il presepe più tecnologico e con un gran numero di statuine mosse, per la maggior parte, da piccoli meccanismi. Una ricca e attenta illuminazione riproduceva il passare del giorno e della notte evidenziando i particolari più nascosti. Nel corso degli anni, spinto soprattutto da un interesse personale e dalla volontà di migliorare il proprio lavoro, perfeziona e ingrandisce il presepe (attualmente misura 4,60 m x 1,20 m), arricchendolo di nuove figure e scenari. Le statuine vengono scelte con cura e tra queste ce ne sono alcune di origine napoletana, altre invece sono state modellate, smontate o vestite per essere riadattate ai meccanismi di movimento e alle diverse scene.
Ogni anno a settembre Alex, inizia a dedicarsi al suo presepe: la struttura visibile, organizzata su più livelli, viene ogni volta modificata recuperando e utilizzando i più svariati materiali come la schiuma espansa, la carta, il legno, la vetroresina, la corteccia e tappi di sughero, tappi di bottiglia, stuzzicadenti e stoffe; l’allestimento viene rivisitato e arricchito di nuovi particolari che trovano ispirazione dalla cultura contadina ma non solo, osservando le diverse scene e i particolari ricreati si possono rintracciare le passioni, i ricordi e i luoghi amati dal costruttore e così nelle cucine si vedono numerosi cibi e le donne al lavoro per prepararli, c’è il fornaio che impasta il pane, nelle grotte e negli anfratti, appositamente ricreati, sgorga l’acqua dei ruscelli o di una cascata e il pescatore solitario, in riva a un lago, aspetta che il pesce abbocchi. Attualmente Alex detiene il record di edizioni vinte del Concorso indetto ogni anno dal Comune insieme alla Proloco e il suo presepe sta riscuotendo un grande successo.











MUNER FRANCA

PITTRICE


PIN CHIARA

ARTISTA, SCENOGRAFA

Classe 1980, vive a Codognè.
Nel 2004 consegue il diploma di Liceo Artistico e si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Urbino dove nel 2007 consegue il diploma accademico di 1° livello in arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo scenografia e nel 2010 il diploma di 2° livello in arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo architetture di scena.
Annovera numerose collaborazioni con la regista teatrale Loredana Manfrè, sia nel ruolo di attrice che di scenografa e assistente regia. Come scenografa ha poi collaborato con l'Accademia di Belle Arti di Urbino per diversi spettacoli al Teatro della Fortuna di Fano, con la Compagnia Asolo Teatro e con l'Accademia di Belle Arti di Venezia.
"Se sapessi cos’è l’arte lo terrei per me.
Cercare di definire l’arte è come cercare di definire l’amore: nessuno vi riesce, tuttavia lo cerchiamo in ogni dove. Quindi l’arte sfugge, ad aggettivi, definizioni, scatole e scaffali, anche delle persone più intelligenti. Quando la incontriamo però, la sappiamo subito riconoscere, come l’amore. Ho cercato tutta la vita entrambi: incontrando, sbagliando, perdendo, lasciando e rischiando, ma l’arte è la più grande maestra che abbia mai conosciuto e, come l’amore, mi ha dato gli strumenti per vivere. Quando faccio un ritratto l’anatomia del viso diventa una mappa interiore, una strada che racconta un vissuto, una porta sull’anima delle persone. Ecco che il teatro diventa lo strumento per esprimere e condividere le mie scoperte, ma da dietro le quinte, dove creo quei mondi in cui prendono vita i testi e i personaggi poiché la scenografia è una struttura architettonica narrativa, al servizio del testo, della regia e degli attori.
Per me vivere il teatro è una necessità, voglio indagarlo in tutti i suoi aspetti".

TITOLI DI STUDIO
2010 - Diploma accademico di 2°livello arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo Architettura di scena, conseguito presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia con il punteggio di 110 e lode. Tesi in “Allestimenti espositivi e macchine teatrali”.
2007 - Diploma Accademico di 1° livello in arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo scenografia con il punteggio di 110 e lode, presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Tesi in Architettura e Urbanistica: “Architettura come poesia”, indagine sul Cimitero Brion di Carlo Scarpa.
2004 - Diploma di liceo Artistico conseguito al Liceo Leonardo Da Vinci (BL) con il punteggio di 89/100.
1997 - Diploma di Maestro d’Arte, Istituto statale d’Arte di Vittorio Veneto, sezione arte dei metalli e dell’oreficeria.
2009/2010 - Tutor alla prof.ssa Franca Nava, titolare della cattedra di scenografia presso l’Accademia di belle Arti di Venezia.
2008 - Premio Nazionale delle Arti VI edizione a.a. 2008-2009, partecipa con il progetto “Lo frate ‘nnamorato” di G.B. Pergolesi, classificandosi tra i primi quattro.

TITOLI ARTISTICO-CULTURALI E PROFESSIONALI
2005/2006 - Stage di pittura di scena presso il laboratorio del pittore Rinaldo Rinaldi. Realizza due fondali realizzati per i spettacoli “Stabat” e “Gianni Schicchi”.
2001/2002 - Attestato Corso di Circo e Teatro, presso la Scuola Galante Garrone a Bologna.
2000 - Stage di un mese presso il ‘Cirque Baroque’, Villemarechal Francia.
- Attestato di Operatore E.commerce, Istituto C.I.O.F.S. Don Bosco di Conegliano.

ATTIVITA' TEATRALE

2013 - Scenografa per la compagnia Asolo Teatro. Progetta e realizza la scenografia per lo spettacolo ‘Quel che resta dei sette nani’, testo di Massimo Valori, regia di Ermanno Perinotto.
Con l’Accademia di Belle Arti di Venezia:
2010 - Scenografa realizzatrice e truccatrice nello spettacolo ‘Don Giovanni e l’uom di sasso’ Biennale Musica.
Con l’Accademia di Belle Arti di Urbino:
2007 - Scenografa realizzatrice e truccatrice nello spettacolo teatrale “Stabat” in scena presso il Teatro della Fortuna di Fano.
2005/2006 - Scenografa realizzatrice nello spettacolo “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, Teatro della Fortuna di Fano.
- Scenografa realizzatrice nello spettacolo “Gianni Schicchi” di G.Puccini, in scena presso il Teatro della Fortuna di Fano.
Con l’Associazione Culturale Deposito Bagagli, compagnia P.I.C.:
Scenogarafa, assistente regia. Collabora con la regista Loredana Manfrè alla realizzazione di spettacoli ed eventi.
2009 - “Vent. Respiri” Compagnia ‘Il Gabbiano”, regia di L. Manfrè, Teatro Giovanni XXIII Belluno.
- “Le ultime lune” due Tempi di Furio Bordon, regia di Mimmo Magnato, Teatro Giovanni XXIII Belluno, Teatro La Murata Mestre.
2008 - “Destinazione Itaca, con solo bagaglio a mano”, regia di L. Manfrè, Teatro Giovanni XXIII Belluno.
2007 -“Viaggio in tempo reale. Dante e l’Oriente, divine radici” , regia di L. Manfrè, Auditorium San Giuseppe Follina.
- “Maschere chi siete e perché ci siete? Le immagini riflesse del lago di Vedana”, regia di L. Manfrè, Teatro Giovanni XXIII Belluno.
- “Parsifal” opera di R. Wagner versione in prosa con estratti musicali, regia di L. Manfrè.
2006 - Spettacolo di animazione “Il drago e il leone” Biennale Teatro, carnevale di Venezia, Arsenale e Lido.
2004 - “Ecologica..mente” spettacolo sul tema della comunicazione e difficoltà relazionali, Auditorium San Giuseppe Follina.
2003 - “Pierino… e il lupo? Una fiaba dalla parte del lupo” spettacolo di figura e attore liberamente tratto da Prokof’ev, regia di L. Manfrè, Teatro Maffioli Villa Benzi a Caerano San Marco.
- “Neve” spettacolo di figura e attore liberamente tratto da Neve di M. Fermine, regia di L. Manfrè, Auditorium San Giuseppe Follina.




Autoritratto, pastello su carta.


Bozzetto per ‘Queo che resta dei sete nani’, elaborazione digitale.


Bozzetto per ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di L. Pirandello, 
tecnica mista su carta.


Bozzetto per ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di L. Pirandello, 
tecnica mista su carta.


Big, pastelli su carta.


Immagine per adesivo della mostra Inner Maps.


L, grafite su poliestere.


N, pastelli ad olio su carta.



Modello in scala per ‘Lo frate ‘nnamorato’ di G.B. Pergolesi.


Bozzetto per ‘Lo frate ‘nnamorato’ di G.B. Pergolesi, tecnica mista su carta.


Bozzetto per ‘Lo frate ‘nnamorato’ di G.B. Pergolesi, tecnica mista su carta.



Progetto per ‘‘Lo frate ‘nnamorato’ di G.B. Pergolesi, pianta e viste prospettiche.


Elektra, grafite su poliestere.


Autoritratto, foto.









GIOVANI CAMPIONI DELLO SPORT

  GIOVANI SPORTIVI I nostri giovani campioni sono stati i protagonisti di tre edizioni della "Serata dello Sport" (presso il ...